Aricò e Schifani sono ormai MAESTRI nella programmazione del trasporto ferroviario: non come organizzazione del movimento, ma come gestione dell’interruzione.
Dal 15 maggio al 30 settembre viene interrotta una parte sostanziale della linea Palermo–Agrigento; dal 14 giugno al 13 settembre la chiusura si estende ulteriormente, coinvolgendo anche tratti condivisi con la Palermo–Catania. Contestualmente, sempre tra metà giugno e metà settembre, anche la dorsale Palermo–Catania subisce una nuova sospensione, con TEMPI DI PERCORRENZA CHE LIEVITANO DALLE ATTUALI TRE ORE AD ALMENO QUATTRO ORE E MEZZA.
Il tutto nel pieno della stagione turistica e con l’anno scolastico ancora in corso: una scelta temporale che denota una sensibilità quasi provocatoria.
Naturalmente, le ragioni ufficiali sono impeccabili. Si parla di ammodernamento: rinnovo dei binari, consolidamento di gallerie, sostituzione di ponti, aggiornamento dei sistemi di sicurezza fino all’introduzione di tecnologie di controllo di livello europeo. Investimenti nell’ordine di decine di milioni di euro, centinaia di operai al lavoro. È il futuro che avanza.
Nel frattempo, il presente viene affidato ai servizi sostitutivi su gomma, descritti con l’elegante formula “in fase di definizione”. Una categoria ontologica più che operativa: il bus come possibilità, come eventualità, come promessa.
Il pendolare, in questo contesto, si evolve. Non è più un utente, ma un praticante di lunga durata. Il turista invece viene iniziato a un’idea di Sicilia meno stereotipata: non quella delle brochure, ma quella dei trasferimenti-avventura.
LA DOMANDA SORGE SPONTANEA: VISTO IL SUCCESSO MONDIALE DEL “SICILIA EXPRESS” perché non proporre qualcosa di simile? Magari un FRECCIALAPA, servizio innovativo, prenotabile anch’esso tramite click day, basato su mezzi a tre ruote cassonati di grande tradizione nel folclore isolano. Percorsi su strade provinciali dimenticate, tempi di percorrenza non vincolati da rigidità, consegna eventuale a destinazione: un pacchetto di esperienze che sia i visitatori occasionali che gli utenti obbligati della sgangherata rete ferroviaria siciliana porteranno per sempre con sé…


