Abbiamo appreso che sono stati almeno due i blitz dei Carabinieri al Comune di Racalmuto, per sequestrare diversi atti relativi alla gestione di alcuni appalti relativi a lavori e servizi pubblici.
Dopo che la notizia è stata tenuta rigorosamente top secret per qualche settimana, finalmente abbiamo avuto la conferma che ci sono in corso diverse indagini giudiziarie, ovviamente coperte da segreto istruttorio.
Non sappiamo se si tratta anche di questioni che ho sollevato più volte in Consiglio Comunale e che sono state anche oggetto di interrogazioni parlamentari presentate all’ARS da Ismaele La Vardera. Ci riferiamo ad esempio all’appalto ed alla gestione, con un controverso affidamento diretto, finalizzato a sistemare amici e parenti di amministratori e consiglieri di maggioranza, dell’asilo nido comunale che complessivamente, tra vecchi e nuovi finanziamenti, sta venendo a costare ben oltre un milione di euro. Per l’ampliamento iniziato in questi giorni stanno, ad esempio spendendo 640 mila euro e sta comportando, tra l’altro, lo smantellamento della biblioteca comunale, trasferita in dei locali privati non idonei, presi in affitto. Locali privati che stanno sistemando, non sappiamo quanto legittimamente, a spese del Comune, pur avendo a disposizione una miriade di locali comunali.
Non sappiamo se le autorità giudiziarie si stanno occupando anche di due altre situazioni, per lo meno assai anomale. Ci riferiamo ad esempio alla sistemazione di mezza rete di recinzione e del tappeto sintetico, la cui qualità è tutta da accertare, di un campetto di calcetto, il cui appalto è costato 110 mila euro. Appalto che è stato affidato direttamente, col risibile ribasso dell’1%, al cognato di una consigliera comunale.
Probabilmente i magistrati si stanno occupando anche dell’ultima realizzazione dell’amministrazione comunale, ossia quello che avrebbe dovuto essere un atelier multimediale, costato 215 mila euro, dedicato al pittore racalmutese del Seicento Pietro D’Asaro e che consta semplicemente di un paio di proiettori, qualche schermo e qualche computer.
Ma il discorso potrebbe anche riguardare la realizzazione, con materiali probabilmente scadenti e che non si sa se siano quelli previsti dai capitolati, di una o più strade di campagna. Una di queste strade sta costando un milione e trecentomila euro ed, a quanto pare, porterebbe dritto dritto nei terreni di un assessore.
Non è da escludere inoltre che le autorità giudiziarie si stiano occupando anche di altre situazioni quali la gestione, in regime di proroga, più o meno legittima, del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, la cui tassa è tra le più care d’Italia.
Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi di queste indagini che sono soltanto alle prime battute. L’unica certezza che abbiamo è che queste ed altre numerose opacità amministrative sono state puntualmente e pubblicamente denunciate anche dal sottoscritto, nella sua qualità di consigliere d’opposizione.
Si tratta di misfatti amministrativi che sono sotto gli occhi di tutti e la cui gravità è facilmente dimostrabile anche a livello documentale. Negare che a Racalmuto ci sia, da parte dell’attuale sindaco e della sua giunta, un modus operandi per lo meno disdicevole, sarebbe come voler coprire il sole con un dito.

Salvatore Petrotto
Salvatore Petrotto, 62 anni, sposato e padre di tre figli, giornalista pubblicista e docente di italiano e storia presso l'Istituto d'Istruzione Superiore Statale 'Enrico Fermi' di Racalmuto.
È stato per 13 anni sindaco di Racalmuto
dove, attualmente, ricopre la carica di consigliere comunale.
Ha iniziato la sua carriera politica tra le fila della Rete.
Dopo lo scioglimento del movimento di Leoluca Orlando è stato tra i fondatori di Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.


