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NASCERE A CORLEONE. NON E’ UN DIRITTO, E’ UN ATTO DI SPERANZA E DI FEDE.

In Sicilia, a volte, per nascere bisogna sperare che il telefono prenda.
È così che è venuta al mondo Nicole Pia, 1.800 grammi di tenacia.
È così che sua madre, Jessica, ha scoperto che in questa terra partorire non è più un diritto: è un percorso a ostacoli, un atto di fede più che un atto medico.

La loro storia è bellissima e vergognosa allo stesso tempo. Bellissima per chi ha salvato due vite. Vergognosa per chi ha permesso che quelle due vite dipendessero da una videochiamata WhatsApp, da una pompa manuale antiquata, da una culla termica rotta e da attrezzature adattate alla buona.

Il 7 novembre, alle 22:30, Jessica arriva all’Ospedale dei Bianchi di Corleone con un’emorragia improvvisa. È a 35 settimane e 2 giorni di gravidanza. Il battito di sua figlia c’è, ma la diagnosi è una sentenza: distacco di placenta.
Niente Palermo: il trasferimento sarebbe una roulette.
Si entra in sala operatoria. Il tempo corre, la vita scivola, e un piccolo esercito fa ciò che può – e ciò che non dovrebbe essere costretto a fare.

I medici, l’ostetrica, gli infermieri, gli OSS, gli anestesisti. Tutti lì, senza pediatra se non dietro a uno schermo, guidati per tre ore da una collega che indicava a distanza come tenere viva una neonata.

Alle 00:03, Nicole Pia nasce. Respira male. È in pericolo. E tutto si tiene in piedi grazie a competenza, intuito, coraggio. Il 118 trova posto solo dopo tentativi infiniti. Da Palermo partono i medici del Cervello. Intubano la piccola sotto la pioggia battente. Lei sopravvive.
Jessica sopravvive.Ma non perché lo Stato abbia funzionato: perché gli operatori hanno scelto la realtà, non la norma.

E proprio per questo io un esposto l’avevo già presentato settimane fa.
Questa vicenda lo rafforza, lo rende ancora più necessario.
Lo aggiornerò punto per punto: omissione di atti d’ufficio, interruzione di pubblico servizio, responsabilità politiche e amministrative evidenti.

Perché questa non è solo una storia commovente: è una prova.

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Presidente Fondazione Italiana Autismo (FIA). Presidente del gruppo Italia Viva - Il Centro - Renew Europe alla Camera dei Deputati.

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