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AGRICOLTURA IN SICILIA: CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Niente angurie a Paceco, per quest’anno. L’invaso Baiata che ha una capacità totale di 6,70 milioni di metri cubi, si era ridotto a 1,98 ad inizio agosto (erano 2,67 l’anno scorso allo stesso momento) e adesso è stata bloccata l’erogazione. Niente più acqua per le campagne, niente più angurie. 

La stessa situazione a Ribera, dove l’assenza di piogge renderebbe necessaria un’urgente irrigazione per evitare arance di pezzatura troppo piccola, non commercializzabili. Ma il livello di riempimento degli invasi più vicini non lo consente.

Nonostante le piogge di quest’inverno, la situazione degli invasi, molto migliorata nella Sicilia orientale, nelle province di Palermo, Trapani ed Agrigento è ulteriormente peggiorata rispetto al 2024.

I dati ufficiali del Dipartimento regionale dell’Autorità di Bacino del distretto idrografico Sicilia dicono che, al 1°agosto, il lago Arancio conteneva 5,83 Mmc (erano 11,28 alla stessa data del 2024), l’invaso Poma 22,65 Mmc (27,73 nel 2024), la diga Garcia 15,67 Mmc (16,82 nel 2024).

Inutile dire quanto drammatica sia la situazione per l’agricoltura con questi dati. E quanto fuor di luogo sia l’esultanza del presidente Schifani e della sua corte, che ricordano di aver installato i famosi dissalatori mobili, ormai assurti a panacea di tutti i mali. 

Non solo hanno una portata molto limitata (96 l/sec ciascuno) e la metà dell’acqua prodotta continuerà ad essere dispersa nelle reti colabrodo, ma soprattutto sono assolutamente inutili per l’uso irriguo. L’elevato costo della (poca) acqua dei dissalatori rende immaginabile il loro utilizzo solo per uso potabile, certamente non per uso irriguo.

Conclusione: se non comincia a piovere, non perderemo solo i meloni di Paceco e le arance di Ribera, ma l’intero comparto dell’agricoltura avrà un tracollo disastroso. Grazie a Schifani e della sua corte, sempre più dei miracoli…

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Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

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