«Tutti al mare, tutti al mare». Era il ritornello di una canzone popolare: ma quei tempi sono lontani. Oggi, a Palermo, il mare non è più accessibile con spensieratezza. Servono disponibilità finanziarie, pass, abbonamenti, prenotazioni: se ti va di andarci una mattina, ti ritrovi nella sesta fila, nella decima o chissà dove. Il mare lo vedi da lontano, e per raggiungerlo devi muoverti tra ombrelloni e sdraio: i primi posti sono riservati ai clienti storici, a chi ci ha pensato prima.
Solo una piccolissima porzione di spiaggia rimane libera, quasi invisibile, e spesso irraggiungibile. Sono pochissime le zone in cui il litorale resiste alla pratica della concessione (sembra più una cessione definitiva) ad un numero esiguo di beneficiari che lucrano molto a discapito dei cittadini – il tanto decantato «popolo sovrano».
I numeri aiutano a capire il fenomeno. In provincia di Palermo sono attive 18 concessioni balneari, parte di un totale di 92 concessioni demaniali tra stabilimenti, nautica e attività industriali. Il canone medio regionale è basso: circa 2,15 €/m² annui, con variazioni in base all’attrattività turistica dell’area.
Il Comune di Palermo detiene la maggiore densità: il 66,5% della costa sabbiosa è sotto concessione. A Mondello (la più nota spiaggia di Palermo) lo stabilimento più significativo è gestito dalla società Mondello Immobiliare Italo Belga. Nata in Belgio nel 1909 come “Les Tramways de Palerme”, ha assunto l’attuale denominazione nel 1931, gestendo da allora (sono passati di proroga in proroga 110 anni) circa l’80% della spiaggia di Mondello.
Il canone annuale per circa 36.000 m² è irrisorio rispetto agli incassi: alcune fonti indicano un canone di 56.000 €, mentre i ricavi superano i 4 milioni di euro.
La sproporzione tra utili privati e gettito per la Regione risulta evidente: il totale dei canoni incassati per tutte le concessioni demaniali (di cui le balneari sono un minima parte) è di circa 8 mln annui a fronte di un fatturato complessivo da parte dei concessionari di circa 15 miliardi di euro.
La situazione non riguarda solo Palermo: in Italia casi simili abbondano. Il Twiga Beach Club di Marina di Pietrasanta (4.485 m²) paga circa 22.900 € all’anno ma fattura circa 5 milioni. Il noto Papeete Beach di Milano Marittima paga solo 5.844 € annuali, con incassi di circa 3 milioni.
A rendere ancora più contraddittoria la situazione, il governo ha abbassato i già esigui canoni per il 2024–2025.
E la normativa europea? La direttiva Bolkestein del 2009 imponeva gare per le concessioni balneari che avrebbero già’ dovuto essere effettuate da tempo e comunque entro il 31 dicembre 2023, ma il governo nazionale ha prorogato la scadenza al 31 dicembre 2025 – una scelta giudicata illegittima da UE, Consiglio di Stato e Corte Costituzionale.
Il governo regionale aveva provato a fare anche peggio ma al momento non c’è riuscito.
In sintesi, disposizioni europee ignorate, normative contraddittorie, canoni ridotti invece che aumentati, uno scippo pubblico che sembra frutto di dilettantismo, se non peggio.
La spiaggia era un luogo di libertà, di socialità, del popolo. Non più: oggi è fatta di barriere, di servizi fittizi, di mercificazione. È inaccettabile che il mare e la libertà di goderselo vengano sottratti ai cittadini per essere ceduti a privati in cambio di un canone ridicolo.
Che si chiaro: diciamo senz’altro SI’ al libero mercato e al giusto profitto imprenditoriale. Ma con altrettanta chiarezza diciamo NO a forme di arricchimento che penalizzano la collettività. È tempo che i nostri rappresentanti – di governo e opposizione – volgano lo sguardo anche al fronte delle entrate, anziché pensare solo a come spendere purtroppo spesso anche male.
Da qualche parte in Italia si deve cominciare a fare le gare e a rivedere questi simbolici canoni secondo criteri più rispettosi degli interessi della collettività, sarebbe bello se questo potesse accadere cominciando dalla Sicilia.
Qualcuno ha questo senso di responsabilità?
Mario Mancuso, già dirigente del Monte dei Paschi di Siena, è stato componente del CdA del Fondo nazionale pensione complementare della scuola, componente del consiglio direttivo della CCIAA di Siracusa, dirigente sindacale del settore credito. Artista poliedrico ha curato regie teatrali amatoriali, e partecipato a collettive e mostre personali di pittura. È laureato in Scienze e tecniche Psicologiche.



