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AUGURARE UNA STRAGE AL PRIDE. LA VIGLIACCHERIA DI CHI ODIA DIETRO UNO SCHERMO

Sabato scorso, la nostra Agrigento ha scritto una pagina di storia bellissima. Il primo Pride cittadino è stato un trionfo di vita, colori e diritti. Una festa pacifica e meravigliosa che ha dato voce a chi, per troppo tempo, è stato costretto al silenzio e al pregiudizio.
Eppure, c’è chi di fronte all’amore e alla felicità altrui non riesce a fare altro che vomitare odio dal divano di casa. Da una parte abbiamo la commozione e la dignità del Prof. Sandro Fanara, consigliere comunale del Partito Democratico, che ai miei microfoni ha raccontato l’orgoglio della sua unione civile e l’urgenza di difendere i diritti di tutti in un momento storico tanto delicato.

Dall’altra, il buio totale della frustrazione umana. Sotto il video di questa bellissima e pacifica testimonianza, un utente ha ritenuto divertente commentare: «Quando desideri un furgone a 100km/h 😂😂😂».

Una vergogna che non può passare sotto silenzio!!!!
Chiariamo subito una cosa: invocare un attentato stile Nizza, augurare la morte a centinaia di ragazzi, ragazze, famiglie e cittadini che sfilano pacificamente, non è “black humor” o goliardia. È un atto di una vigliaccheria inaudita.

A chi scrive queste atrocità va detto in modo chiaro:
DEVI VERGOGNARTI!!! Nascondersi dietro un profilo social, probabilmente falso, per augurare una strage dimostra solo una miseria umana e culturale spaventosa. Non fate ridere nessuno, non siete ribelli. Siete solo profondamente ignoranti e fate pena.

SEI o SIETE il motivo per cui il Pride esiste!!! A chi si ostina a chiedere «perché nel 2026 fate ancora queste sfilate?», la risposta è proprio in questi commenti. Scendiamo in piazza esattamente per difenderci da chi cova questa violenza cieca, per seppellire questo squallore sotto una valanga di civiltà.

NON ci fate paura!! Pensate di intimidirci con le vostre minacce da leoni da tastiera? Ottenete l’effetto contrario. Ci rendete solo più forti, più uniti e più determinati a lottare.
Agrigento si è dimostrata una città viva, accogliente e capace di amare. L’infamia di chi sputa veleno dietro uno schermo non scalfirà di un millimetro la bellezza di ciò che è nato in questi giorni.

Noi continueremo a camminare a testa alta, alla luce del sole, per la libertà di tutti. Voi rimanete pure nel buio e nel fango della vostra vergogna.

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Francesco Rizzo (1995) è docente di materie umanistiche, saggista promotore culturale. Presidente del centro "Hosàytos" e Direttore Editoriale di "Sorsi e morsi d'arte", ed editorialista per “TotaPulchraNews” collabora attivamente con atenei, riviste scientifiche e prestigiose istituzioni del territorio agrigentino (come la Valle dei Templi, la Lucchesiana e il MUDIA). È autore di numerose pubblicazioni storiche e filosofiche, tra cui la “Summa Sicana” e il saggio “Francesco Magno. Un pontificato sine glossa (2026)”

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