Ha voluto mostrare i muscoletti, far vedere agli italiani di essere MOLTO più a destra di Salvini e di Vannacci. Così, senza ragione reale, ha chiuso i confini con la Spagna, litigando con la geografia e con decenni di cultura e integrazione europea.
Non ha dovuto subire solo la reazione di Sanchez, il cui PIL – anche grazie alle politiche migratorie – è cresciuto più del TRIPLO di quello del governo Meloni.
Ha rotto un equilibrio fragile ma che reggeva: la SOLIDARIETÀ di fondo tra i Paesi europei. Ora Germania, Austria e persino la Svizzera, che non fa nemmeno parte dell’UE, pretendono l’applicazione rigida delle regole: rimandare in Italia i richiedenti asilo entrati in Europa attraverso il nostro Paese, anche se era stata solo una tappa di passaggio. Vogliono applicare Dublino: chi è entrato DALL’ITALIA deve tornare IN ITALIA.
Chi semina vento raccoglie tempesta. La Meloni invocava solidarietà, chiedeva collaborazione, rivendicava una soluzione ‘europea’ alla migrazione. Alla prima difficoltà altrui, con Ceuta – già di fatto risolta – ha smentito se stessa e si è ISOLATA DALL’EUROPA. E ora tutto le si ritorce contro.
La ‘statista’ ha fallito. Il sovranismo, in un mondo complesso e globale, non funziona: I PROBLEMI SONO TROPPO GRANDI PER I SINGOLI STATI. Ma lei deve inseguire Vannacci…
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


