Immaginate di essere il presidente del CdA di una grande azienda. Avete investito 120 milioni per costruire una nave importante, per il collegamento con un’isola famosa, nel centro del Mediterraneo. Poi i costi sono cresciuti, sono arrivati a 140 milioni, ma tant’è, le materie prime aumentano. Avete fatto tutto a puntino, curato a dovere la propaganda, pardon, la comunicazione, comprato divise ‘brandizzate’ al personale, organizzato una grande festa con lauta cena di un famoso chef, tagliato il nastro, insomma… si parte!!!
E cosa succede? Viaggio inaugurale, arrivate in rada e vi fermate… attraccate un’ora dopo…nei giorni successivi, la nave rimane ferma, prenotazioni bloccate, tornano in servizio le vecchie e cigolanti navi… cosa è successo?
Tutto ancora da capire, problemi di pescaggio, il fondale del porto è inadatto… o forse la nave è troppo ‘alta’ e disturba l’atterraggio degli aeroplani nel vicino aeroporto… si piomba nel buio e nella disperazione… forse CAMBIAMO ISOLA di destinazione!
Quello che vi ho raccontato non è fantascienza, né il racconto di un’avventura dell’ARMATA BRANCALONE. È la storia di una banda di dilettanti allo sbaraglio che non sa cosa significhino le parole PROGETTARE e PROGRAMMARE. È La storia della Regione siciliana guidata dal presidente Schifani e dall’assessore Aricò.
SONO A MARE.
P.S. Se fosse stata un’azienda, amministratore delegato e dirigenti sarebbero già a casa. Licenziati. Qui dobbiamo essere noi a mandarli a casa. Con il voto.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


