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IL CASO RACALMUTO: DOVE LE MULTE PER DANNO ERARIALE NON SI PAGANO…

In una diffamante replica, relativa ad un mio post, in cui mettevo in evidenza la sua condanna definitiva a pagare più di un milione di euro alla Regione Siciliana, il sindaco di Racalmuto, Calogero Bongiorno, ammette di essere stato condannato dalla Corte dei Conti e che tale condanna è passata in giudicato nel 2017.

Gli avevano intimato, come detto più volte, di pagare oltre un milione di euro per danno erariale. Come mai a distanza di quasi dieci anni ancora non ha pagato? Il sindaco Bongiorno è allora inadempiente?

Se un cittadino di Racalmuto non paga una semplice multa o una bolletta di IMU o TARI, subito il Comune in cui lui fa il sindaco, secondo quanto previsto dalle vigenti norme fiscali, giustamente, procede con la notifica della cartella esattoriale ed il successivo pignoramento. Sono almeno 70 le famiglie pignorate a Racalmuto. Il Comune di Racalmuto in cui il Bongiorno è il ‘legale’ rappresentante, ci manda immediatamente l’ufficiale giudiziario a casa, se ritardiamo il pagamento di una tassa comunale.

Per lui, per il sindaco Bongiorno, la legge si applica invece in maniera diversa?
A distanza di quasi dieci anni da quando la Corte dei Conti gli ha inflitto una pesante condanna definitiva a pagare un milione di euro, come mai ancora non ha pagato?
E poco importa se si tratta di un debito verso la Regione e non verso il Comune.
È una questione anche di etica politica, oltre che di giustizia.

E lui se ne esce scrivendo, testualmente, che è si stato condannato, ma “con le conseguenti procedure di legge e, peraltro pende un ricorso al Tribunale Civile di Palermo”. Ci spieghi un po’ meglio cosa ha voluto dire, cosa sta succedendo. Ci può dire, per cortesia, se ha pagato i suoi debiti con l’erario, la cui natura è ben più grave di una semplice multa o tassa non pagata.

Un condannato in via definitiva a pagare piu’ di un milione di euro, per dei gravissimi danni cagionati alla collettività, pretende di farla franca, mentre tanti poveri cittadini di Racalmuto sono costretti a subire anche degli ingiusti pignoramenti, anche per poche migliaia di euro di debiti.

Al sindaco di Racalmuto rispondo dicendogli che in vita mia, in 13 anni di attività amministrativa, da sindaco di Racalmuto, malgrado le denunce calunniose di qualcuno, che mi ha già risarcito in sede civile presso il tribunale di Caltanissetta, non ho mai subìto alcuna condanna per reati contro la pubblica amministrazione, ne’ penali, ne’ civili e ne’ contabili. Lei, caro signor sindaco Calogero Bongiorno, non può dire la stessa cosa, visto che, lo ribadisco, è stato condannato dalla Corte dei Conti, in via definitiva, a pagare più di un milione di euro.

Pertanto, considerato che ad oggi lei è inadempiente, considerato che dopo quasi dieci anni dalla sua sentenza di condanna ancora non ha pagato quanto dovuto alla Regione Siciliana, credo che le corre l’obbligo di legge di dimettersi da sindaco, immediatamente.

Salvatore Petrotto
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Salvatore Petrotto, 62 anni, sposato e padre di tre figli, giornalista pubblicista e docente di italiano e storia presso l'Istituto d'Istruzione Superiore Statale 'Enrico Fermi' di Racalmuto.
È stato per 13 anni sindaco di Racalmuto
dove, attualmente, ricopre la carica di consigliere comunale.
Ha iniziato la sua carriera politica tra le fila della Rete.
Dopo lo scioglimento del movimento di Leoluca Orlando è stato tra i fondatori di Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

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