SCHIFANI TUONA, MA NON LO ASCOLTA PIÙ NESSUNO.
QUESTIONE RIMPASTO: Il presidente della Regione aveva lanciato l’ULTIMATUM: ENTRO IL 30 APRILE, ANZI ENTRO IL 28, TUTTO DEVE ESSERE PERFEZIONATO, anche perché altrimenti non si possono assumere esterni per gli uffici di gabinetto. NON LO HA ASCOLTATO NESSUNO, TUTTO RESTA FERMO, CONTINUA LA PARALISI. Restano gli assessori sotto processo, restano vuote le caselle ex DC, si continua a litigare sui nomi, all’interno dei partiti, ancora di più che tra i partiti. UN CAOS che riempie le cronache, ma non risolve i problemi dei cittadini.
QUESTIONE CGA-MONDELLO-ITALO BELGA: Schifani sconfessa l’assessore al Territorio e all’Ambiente, Savarino, e con lei l’Avvocatura dello Stato che difende la Regione. “Un intervento irrituale, non c’è stato alcun coordinamento tra la Regione e l’Avvocatura dello Stato”, tuona il governatore. La richiesta di revoca del provvedimento del presidente del CGA era sbagliata: bisognava chiedere l’anticipazione dell’udienza collegiale. PECCATO CHE L’AVVOCATURA ABBIA AGITO D’INTESA E PER CONTO DELL’ASSESSORATO REGIONALE AL TERRITORIO. PUÒ ESSERE CHE IL COORDINAMENTO CHE MANCA SIA QUELLO TRA IL PRESIDENTE E I ‘SUOI’ ASSESSORI?
QUESTIONE AMMINISTRATIVE: A fronte di un centrosinistra compatto e unito praticamente ovunque, i candidati di centrodestra ‘fioriscono’: quasi in ogni Comune ce ne sono almeno due. IL CENTRODESTRA È ESPLOSO. Il patto originario, fondato esclusivamente sull’esercizio del potere e delle clientele, si è liquefatto.
IL CLIMA È QUELLO FOSCO DEL FINE REGIME. MA SCHIFANI CONTINUA A TUONARE. PER IL BENE DEI SICILIANI, DOVREBBE SOLO STACCARE LA SPINA.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


