Ha trovato un giornale “amico”, Libero; ne ha approfittato per rivendicare il lavoro svolto, elencare mirabolanti risultati e spiegare perché la sua ricandidatura è necessaria. Per il bene della Sicilia.
Solita esaltazione dei dati economici “drogati”, solito inno ai termovalorizzatori, solita lettura di una Sicilia che non esiste. Vive in un mondo parallelo in cui anche la salute della maggioranza è “buona”…
Perchè non parla di PNRR, presidente? Altro che “occasione storica”: a quattro mesi dalla scadenza, solo il 24% DEI PROGETTI È CONCLUSO, mentre tre quarti restano ancora aperti.
Non è un dettaglio tecnico, è un fallimento evidente di attuazione.
MIGLIAIA DI PROGETTI ESISTONO SOLO SULLA CARTA, MENTRE OPERE E SERVIZI RESTANO INCOMPIUTI.
LA SCADENZA DEL 30 giugno 2026 rende tutto INDIFENDIBILE. Non c’è più tempo per nascondersi dietro il “sono in corso”. Quando in Sicilia RESTANO APERTI QUASI 19 MILA PROGETTI, la parola giusta è una sola: RITARDO. INCOLMABILE. E nei settori chiave – sanità, ambiente, turismo – la situazione è persino peggiore, con progetti bloccati e impatti reali quasi nulli.
ALTRO CHE RICANDIDATURA…
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


