Chiude Prada in via Libertà, per trasferirsi a Taormina. Certamente è un segnale chiaro del calo del livello di interesse per la città da parte dei brand del lusso. Non è il primo, pochi anni fa lo stesso ha fatto Hermès.
È un segnale da non trascurare, e non solo per le evidenti ricadute occupazionali. Va affrontato, naturalmente insieme a tutti gli altri casi di saracinesche che si chiudono per non riaprirsi, lusso o non lusso. Altrettanto dolorosi, se non di più.
Perché chiude Prada? Certamente per i costi troppo elevati, a partire dall’affitto, evidentemente non coperti dagli incassi. Ma un marchio come Prada ha anche altri “driver” nella scelta delle sue sedi, ed evidentemente Palermo non è più sufficientemente “glamour”, abbastanza “cool”, da giustificarvi la permanenza a prescindere dall’analisi di bilancio. HA PERSO QUELLA SPINTA, QUELLA IMMAGINE NUOVA CHE, MAGARI, un paio di decenni fa, AVEVA SPINTO I GRANDI MARCHI AD AVVICINARSI.
Ma, sul fronte più squisitamente economico, chi comprava da Prada? Certamente non moltissimi nostri concittadini, PALERMO NON PRODUCE ABBASTANZA RICCHEZZA, VIVE DI DENARO PUBBLICO E DI SERVIZI, ed inoltre soffre di una migrazione intellettuale che sta ulteriormente impoverendo la nostra Città.
Soprattutto, un brand come Prada vive sugli acquisti dei turisti, di quelli che possono permettersi quei costi. E PALERMO ATTIRA POCO, AL MOMENTO, UN TURISMO “DA PRADA”. Come vale invece per Taormina, Capri, ma anche Roma, Firenze, Venezia.
E allora, se vogliamo che Prada ed Hermès tornino, se vogliamo che Luis Vuitton resti, ma soprattutto se vogliamo evitare che un numero sempre maggiore di negozi “normali” chiudano le loro saracinesche, C’È UNA SOLA POSSIBILITÀ: puntare sull’aumento della capacità della Città di PRODURRE RICCHEZZA. ANCHE ATTRAVERSO IL TURISMO, COPRENDONE PURE FASCE DI LIVELLO PIÙ ELEVATO, PIÙ “ALTO-SPENDENTE”.
Il turista che scende “dalle crociere”, è utile, ma lascia poco. Le zone pedonali piene di ristoranti e bed & breakfast sono importanti, ma non bastano. SERVE UNO SFORZO ULTERIORE, SOSTENUTO DALLE ISTITUZIONI, PER AMPLIARE E RAFFORZARE LA QUALITÀ DELL’OFFERTA TURISTICA.
MA ACCANTO, NATURALMENTE, IL LIVELLO DEI SERVIZI CHE LA CITTÀ OFFRE NON PUÒ RESTARE INDIETRO…
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


