La transizione digitale della Pubblica Amministrazione Italiana sta portando molti Comuni a imporre l’uso di procedure esclusivamente telematiche, rendendo il cartaceo non più accettato.
Ultimamente alcuni uffici demografici rifiutano la richiesta di iscrizione anagrafica sul modello ministeriale in formato cartaceo.
Ebbene, il rifiuto appare riconducibile ad una scelta irragionevole, ove si tenga presente che a causa del “digital divide” (divario digitale) vi è ancora una larga parte della popolazione che per ragioni d’età, di tipo economico e sociale, per la mancanza di competenze digitali o disabilità, non ha la possibilità di accedere ad internet e alle piattaforme digitali.
In questi casi il rifiuto si traduce nella negazione di un diritto soggettivo ed è evidente che tale scelta viola il principio di uguaglianza.
Ragion per cui il cittadino ha facoltà di scelta nelle modalità operative, in quanto a tutt’oggi nessuna norma impone l’uso esclusivo del digitale; quindi, il diritto alla presentazione in formato cartaceo rimane, salvo che una norma speciale lo escluda.
Mettere al centro la persona significa considerare anche chi non ce la fa a stare al passo, sono cittadini con gli stessi diritti e più bisogni, che pagano le tasse e che necessitano dell’attenzione di tutti.

CORRADO FRATANTONIO
Corrado Fratantonio, ufficiale d’anagrafe ed operatore esperto del Comune di Siracusa


