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FINE ANNO, TEMPO DI BILANCI. MA SOPRATTUTTO DI AUGURI. PER TUTTI.

AUGURI AL MONDO, perché ritrovi PACE e STABILITA’. Quella Stabilità che l’uragano Trump ha letteralmente devastato, mettendo a rischio alleanze secolari, imponendo dazi e distruggendo economie, costringendo a riarmi forzati, sfasciando equilibri. Quella Pace, che doveva essere ristabilita in 24 ore e che invece non riesce a decollare, tra un “incontro fantastico” e un “accordo fatto al 90%”, ma è sempre rinviata all’anno prossimo, come i cantieri del Ponte di Matteo Salvini…

AUGURI ALL’ITALIA, perché la Meloni, ma anche Salvini, Nordio, Urso, Bernini, Lollobrigida, Roccella & Co., comprendano la differenza tra “propaganda” e “governo”, “proclami” e “risultati concreti”, diventino finalmente “capaci”, anche se la speranza è praticamente nulla. Ma anche AUGURI che il 2026 consolidi la costruzione dell’alternativa di centrosinistra, che, come ha detto fino a ieri Matteo Renzi, è l’unica che può fare vincere di nuovo la Meloni, SE SI DIVIDE.

AUGURI ALLA SICILIA, perché riesca a LIBERARSI AL PIU’ PRESTO DI UN GOVERNO DISASTROSO. Un governo che, in linea con quello che lo ha preceduto, è immerso in un’attività frenetica e incessante: promettere, annunciare, correggere annunci, smentire promesse, rinviare, e, soprattutto, spiegare perché nulla di ciò che era stato promesso poteva realisticamente essere fatto. Ma mai per colpa del governo.

LA SICILIA, TERRA DELLE OPERE INCOMPIUTE: autostrade che iniziano con entusiasmo e finiscono con un cartello arrugginito; ferrovie ricche nel rendering di viadotti e gallerie, che aspettano di essere realizzati; aeroporti affollati che aspettano il salto di qualità. Cantieri aperti come ferite croniche, e mai richiusi. 

LA PROGRAMMAZIONE, IN SICILIA, È UNA PAROLA ESOTICA. Viene evocata nei convegni, nei comunicati stampa, nelle slide a fondo blu, ma poi viene lasciata sul tavolo come un soprammobile di cui nessuno ricorda più la funzione. Si programmano fondi che non si spendono, opere che non partono, riforme che restano in bozza permanente. E quando i soldi europei bussano, li si accoglie con entusiasmo per poi lasciarli in sala d’attesa fino alla scadenza. Il PNRR, è diventato una specie di calendario dell’Avvento al contrario: ogni finestrella aperta rivela un ritardo, una proroga, una scadenza mancata. I fondi ci sono, dicono. È solo che non riusciamo a spenderli. Un dettaglio. 

Nel frattempo, la Regione ha affinato un’altra competenza: IL RIMPALLO. Tra assessorati, dipartimenti, uffici speciali e strutture commissariali, la responsabilità rimbalza come una pallina da flipper. Nessuno perde, nessuno vince, ma il cittadino resta fermo al punto di partenza. E mentre tutto questo accade, I GIOVANI SE NE VANNO, con un biglietto di sola andata, perché qui il futuro è sempre in fase di progettazione. Un progetto preliminare, ovviamente. Mai esecutivo. 

Intanto i problemi restano. RIFIUTI, ACQUA, SANITA’. Gli ospedali siciliani funzionano come musei dell’improvvisazione, reggono sull’eroismo di medici e infermieri sempre più stanchi: strutture spesso vetuste, tecnologie rimaste negli scatoloni, reparti accorpati per carenza di personale. Le ASP sono diventate macchine amministrative autoreferenziali, più attente a delibere nomine e incarichi, che ai percorsi di cura. I direttori generali si avvicendano come figurine, scelti solo per appartenenza politica e non per capacità gestionale, mentre l’assessorato regionale alla Salute produce piani, linee guida e riorganizzazioni che non arrivano al letto del paziente. Le liste d’attesa non sono più un disservizio: sono la regola. 

Tutto accade senza che la Regione eserciti davvero il suo ruolo di governo: programmare, controllare, valutare gli esiti. Così la sanità siciliana non viene riformata, ma solo logorata, e il cittadino viene educato a una sola certezza: deve arrangiarsi da solo, se ne ha la possibilità. 

La Sicilia ha bisogno di un GOVERNO che non viva di emergenze, ma di programmi, di sana e vera politica. Che non si limiti a galleggiare, ma provi a navigare. Che non consideri normale l’inefficienza, né inevitabile il ritardo. Che metta al centro MERITO, COMPETENZA e PROFESSIONALITA’. Che recuperi il valore della MORALITA’ e della POLITICA AL SERVIZIO DEGLI ALTRI. Che ripudi i SISTEMI CLIENTELARI, come base per la raccolta del consenso e quindi rinunci ad occupare ogni spazio, quale fonte per la creazione di nuove clientele. Che, infine, usi le RISORSE come STRUMENTI PER LA CRESCITA di tutti e non come BOTTINO DA SPARTIRE.

E, INFINE, AUGURI A PALERMO, perché si cambi finalmente rotta. L’augurio è che la CITTA’ RITROVI UN’ANIMA E UN PROGETTO, che alla mera “gestione”, peraltro con modestissimi risultati se non in qualche settore, si affianchi la Politica e la Visione. Che la Città CRESCA, valorizzando il Turismo Sostenibile, ma non solo. E, ancora, che si fermi la spirale di violenza che è tornata a scuoterla attraverso il necessario e rafforzato controllo del territorio, ma anche con progetti concreti di riqualificazione che restituiscano condizioni di vita dignitose in tutti i quartieri della Città. 

BUON ANNO A TUTTI. AUGURI PER IL 2026, MA ANCHE PER GLI ANNI CHE VERRANNO. 

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Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

ANTONIO CRAXI'

Già Professore ordinario di Gastroenterologia dell'Università di Palermo e Direttore dell'UOC di Gastroenterologia dell'AOUP Paolo Giaccone. Responsabile Sanità di Italia Viva Sicilia.

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