La doppia bocciatura della Corte dei conti conferma l’approssimazione con la quale il ministro Salvini ha gestito il dossier del Ponte sullo Stretto.
Nella fretta di intestarsi la più grande infrastruttura del Paese, il vice premier ha trascurato tempi e modi. Soprattutto, ha trasformato un’opera concepita per essere realizzata con fondi privati e una partecipazione pubblica, in una a totale carico della finanza pubblica, senza una seria analisi dei costi.
Il governo ha quindi fatto parziale marcia indietro e definanziato il progetto. Ora chiediamo al presidente della regione Sicilia Schifani di liberare le risorse a valere sul Fondo di sviluppo e coesione pari a 1,3 miliardi di euro.
Basta propaganda, si utilizzino quei finanziamenti per la Sicilia.
Dottoranda di ricerca in diritto della navigazione e dei trasporti, avvocato cassazionista, già assessore del Comune di Messina con numerose deleghe tra le quali quella all’ambiente, ai rifiuti, al commercio. Nel 2022 è stata eletta al Senato collegio uninominale di Messina ed Enna, è commissaria della Commissione bicamerale vigilanza Rai, antimafia, insularità e per le questioni regionali. Segue in particolare modo i dossier del Mezzogiorno e della Sicilia ed è componente della Cabina di Regia Nazionale di Italia Viva con delega al PNRR.



