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BERNINI, UN DISASTRO ANNUNCIATO. ASPETTANDO LA SECONDA PROVA…

Tra due giorni si svolgerà il secondo “turno” dei test previsti dal nuovo sistema per l’accesso ai corsi di studio in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria voluto dalla ministra Bernini. Un sistema che ha suscitato infinite polemiche per il boom di bocciati registrato in occasione della prima prova dello scorso 20 novembre.

E allora credo sia giusto tornare sul tema, anche per approfondire qualche aspetto.

Il punto di fondo, rispetto al quale la Bernini ha cercato di nascondere il cielo con un dito, è: numero chiuso o numero aperto. La ministra ha fatto tanta propaganda, ILLUDENDO GLI STUDENTI CHE IL NUMERO CHIUSO FOSSE STATO ABOLITO. NON È COSI’! Quest’anno i posti disponibili per Medicina sono 17.278, in aumento rispetto al passato, MA IL NUMERO CHIUSO RIMANE.

Giusto? Sbagliato? Certamente il numero aperto è la condizione migliore, più inclusiva, anche più democratica. Tutti hanno la loro opportunità in partenza, le capacità e il merito di ciascuno determinano il successo finale. Ma il numero aperto va bene se le Università sono in grado di offrire un servizio all’altezza: si stabilisce un numero massimo di studenti sostenibile per classe e, per ciascuna di esse, si prevedono aule, docenti, laboratori, tirocini adeguati.

Ma, se si vuole fare questo, SI DEVONO INVESTIRE RISORSE. E PARECCHIE. Le risorse attuali, strutture, persone, strumenti NON sono certamente sufficienti per accogliere più di 50.000 studenti (tanti sono stati quest’anno) e preparare medici degni di questo nome.

C’è, poi, un altro aspetto da considerare, forse ancora più complesso. Oggi viviamo una pesante carenza di medici, CERTAMENTE DOVUTA AD UN NUMERO CHIUSO STABILITO SU VALORI TROPPO RESTRITTIVI IN PASSATO. Un medico si forma in non meno di dieci anni, comprese le scuole di specializzazione: certamente errori di programmazione sono stati compiuto in passato. Lasciare il numero aperto rischia di far cadere nell’eccesso opposto.

La ministra ha chiarito subito che la riforma dovesse avvenire A COSTO ZERO (con qualche piccola ed insufficiente correzione in corso), ha mantenuto il numero chiuso e ha cercato di spostare l’attenzione sul meccanismo di selezione.

BASTA TEST! LA FORMAZIONE ALL’INTERNO DELLE UNIVERSITA’ NEL PRIMO SEMESTRE (FILTRO)! Questi i suoi proclami. Il primo è FALLITO SUL NASCERE. Dovendo fare, comunque, una selezione a livello nazionale, il sistema dei test è stato inevitabile. Si è pure escogitato il metodo delle domande “a riempimento”, che ha provocato problemi ancora maggiori.

Ma L’ERRORE PIU’ GRANDE, quello i cui danni si vedranno anche in futuro, sta proprio nel semestre filtro. In precedenza, al contrario, è utile evidenziarlo, ragazzi e ragazze si misuravano sui test DI ACCESSO.

Certo, ci sono stati errori nella selezione delle domande (paradossale il caso della “grattachecca”, ma anche il quiz sui nomi dei Presidenti della Repubblica), forse si richiedeva soprattutto nozionismo, forse LOGICA e COMPRENSIONE VERBALE (a mio avviso, le discipline più importanti per dimostrare l’attitudine alla professione di medico) erano troppo compresse, MA IL TEST MISURAVA LE COMPETENZE E L’ATTITUDINE ALL’ACCESSO.

Poi, cominciava la preparazione universitaria VERA, con i corsi in aule “umane”, con i docenti, i laboratori. Dando il giusto “tempo” per l’assimilazione e la preparazione agli esami.

Con il semestre filtro, invece, la ministra ha preteso di fare LA SELEZIONE SULLE MATERIE DI BASE DELLA FORMAZIONE MEDICA a livello UNIVERSITARIO, lasciando l’accesso libero. Ne sono scaturiti pesanti programmi di Fisica, Chimica e Biologia, da somministrare in corsi iper-compressi da DIECI SETTIMANE, in aule pollaio superaffollate (o addirittura a distanza), senza esercitazioni, né attività laboratoriali. Con i test a distanza di pochissime settimane.

Tempo di assimilazione e di preparazione: scarsissimo. IL DISASTRO ERA INEVITABILE, COME SI STA VERIFICANDO, con bocciature di massa, soprattutto sulla Fisica, e quindi con il pericolo di non riempire nemmeno i posti disponibili. Con l’ulteriore drammatica conseguenza che anche i ragazzi che passeranno al secondo semestre avranno una preparazione di base assolutamente raffazzonata, costruita soltanto per superare, a livello esclusivamente nozionistico, i test.

Insomma, un disastro su tutta la linea, aggravato dai problemi causati ai tantissimi ragazzi che hanno investito sei mesi della loro vita per ritrovarsi a gennaio con un pugno di mosche in mano. HANNO FATTO DA CAVIE E NE STANNO SUBENDO LE CONSEGUENZE PEGGIORI.

Cronaca di un DISASTRO ANNUNCIATO. DI CUI È DIRETTAMENTE RESPONSABILE LA MINISTRA BERNINI, che non ha completamente ascoltato i rilievi e i warning che in tanti avevamo provato a formulare. Ha provato a copiare la Francia, ma lì il filtro è su un anno intero, con corsi universitari VERI. Si può fare anche da noi, se si sceglie il numero chiuso, MA NON A COSTO ZERO. INVESTENDO SULLA FORMAZIONE, COME FANNO GLI ALTRI PAESI EUROPEI.

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Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

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