La Sicilia è una terra che tutti amano raccontare per la sua bellezza.L’Etna, il mare, i siti archeologici, i borghi, le città d’arte, le nostre tradizioni sono un patrimonio immenso.
Ma chi vuole rappresentare davvero questa terra nei comuni, alla Regione o al Parlamento ha il dovere di dire anche una verità semplice: non possiamo accettare che tanta bellezza conviva con il degrado, con i rifiuti abbandonati, con strade sporche e con un senso diffuso di incuria.
Io credo che il tema non sia solo ambientale. E’ una questione di dignità, di civiltà, di turismo, di qualità della vita e di rispetto verso i siciliani. Per questo serve una linea chiara: più decoro, più pulizia, più raccolta differenziata che funzioni davvero. Ma serve anche una svolta culturale e amministrativa: rispettare le regole deve diventare conveniente.
Chi paga le tasse, chi differenzia bene, chi conferisce correttamente i rifiuti, chi si comporta da cittadino responsabile, non può essere trattato allo stesso modo di chi sporca, evade o lascia tutto nell’abbandono. Bisogna introdurre e rafforzare un principio molto semplice: rendere conveniente pagare le tasse.
Come? Attraverso un sistema serio di premialità:
riduzioni sulla Tari per le famiglie che differenziano correttamente;
buoni spesa e incentivi per chi utilizza eco-compattatori e centri di raccolta;
vantaggi concreti per i cittadini virtuosi;
più controlli e sanzioni per chi, invece, continua a danneggiare il bene comune.
In tante realtà questo modello ha già dimostrato che funziona: quando il cittadino vede che il comportamento corretto viene premiato, cresce il senso di fiducia nelle istituzioni e migliora anche il rapporto con il pagamento dei tributi. E poi c’è un altro punto fondamentale: la scuola. Perché il rispetto del territorio si costruisce da piccoli. Educazione ambientale, raccolta differenziata, cura degli spazi pubblici e senso civico devono diventare parte di una formazione vera, continua, concreta.
Io immagino una Sicilia in cui il decoro non sia un favore, ma un diritto.
Una Sicilia in cui la pulizia non sia affidata alle emergenze, ma alla buona amministrazione.
Una Sicilia in cui i cittadini onesti siano finalmente premiati, e non lasciati soli.
Occotte meno propaganda, più serietà. Meno abbandono, più responsabilità. Meno tasse vissute come peso inutile, più tasse legate a servizi efficienti e a premialità per chi rispetta le regole. Perché una Sicilia più pulita, più ordinata e più rispettata non si costruisce con gli slogan.
Si costruisce facendo in modo che il bene comune torni a convenire a tutti.

Stefano Bella
Vicepresidente provinciale di Catania
Italia Viva - Casa Riformista


