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PARITA’ DI GENERE: LA SOCIETA’ SICILIANA VA AVANTI, L’ARS NO!

La parità di genere nelle giunte comunali in Italia impone che, nei comuni sopra i 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi sia rappresentato al di sotto del 40%. In Italia è così ma la Sicilia fa parte dell’Italia?

La domanda è legittima visto che  il tempo passa, le legislature cambiano, ma sulla parità di genere nelle giunte siciliane non si deve parlare e la normativa non viene recepita. Le quote rosa continuano a essere un tema “in discussione”, da anni, come se l’uguaglianza fosse una questione teorica e non un principio costituzionale. Se ne parla, si convocano tavoli, si rilasciano dichiarazioni prudenti, si mette il tema in un ddl ma alla fine non si arriva mai a una sintesi. E intanto le giunte restano a prevalenza maschile, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Viene allora da chiedersi: chi ha davvero paura della parità di genere? Le donne, certamente no. A temerla sembra piuttosto una politica che fatica a rinunciare ai propri equilibri interni, ai giochi di potere, alle solite logiche di spartizione. Le quote rosa vengono ancora raccontate come un’imposizione fastidiosa, un favore da concedere, anziché come uno strumento minimo per correggere una disparità storica evidente. Come se il merito fosse appannaggio di un solo genere e la rappresentanza equilibrata un rischio anziché un valore.

Il paradosso è che mentre il dibattito resta bloccato, la società siciliana va avanti: le donne amministrano, studiano, lavorano, tengono in piedi interi settori. Ma quando si tratta di decidere, di governare, di sedere ai tavoli che contano, diventano improvvisamente “un problema da regolamentare”. Finché la Regione Sicilia non troverà il coraggio politico di scegliere davvero la parità, e non solo di parlarne, il messaggio resterà chiaro: non è la mancanza di sintesi il vero ostacolo, ma la mancanza di volontà.

Marianna Buscema
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Marianna Buscema è consigliere Comunale di Italia Viva nel comune di Scicli da due legislature. Laureata in lettere e in scienze teologiche è docente di materie letterarie negli istituti superiori ed esperta di comunicazione.

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