Sabato a Torino si sono verificati fatti gravissimi. Un gruppo di antagonisti, bardati di nero e con il volto coperto, hanno aggredito e colpito violentemente un poliziotto, Alessandro Calista, procurandogli pesanti lesioni.
Un fatto gravissimo, ripeto, da condannare senza se e senza ma. L’aggressione ai militari e alle forze dell’ordine é un gesto criminale, è tentato omicidio e va perseguito senza indugi. NON C’È DESTRA, NÉ SINISTRA, IN QUESTO. C’È IL RISPETTO DELLA LEGGE E DELLO STATO DI DIRITTO.
Bene ha fatto la Meloni ad andare a trovare stamattina Calista e l’altro agente che lo ha protetto con il suo scudo, rimanendo anch’egli ferito. Giusto.
Ma perché ha voluto subito usare l’accaduto per accendere una nuova polemica politica di cui francamente non si sentiva il bisogno, specialmente in questa circostanza? SEMPLICEMENTE PERCHÉ NON SA E NON VUOLE RINUNCIARE IN OGNI MOMENTO ALLA LOGICA DEL MURO CONTRO MURO, DELLA CONTRAPPOSIZIONE SEMPRE E COMUNQUE.
E, ovviamente, in questo momento, ha usato il fatto per ATTACCARE LA MAGISTRATURA. Aggiungendo, preventivamente, che si aspetta che la magistratura non abbia esitazioni: non solo, auspica che “NON SI RIPETA CHE ALLA DENUNCIA DEI RESPONSABILI NON SEGUA NULLA, COME PURTROPPO È ACCADUTO TROPPE VOLTE”.
INSOMMA, HA USATO L’OCCASIONE PER FARE CAMPAGNA ELETTORALE PER IL PROSSIMO REFERENDUM.
Non c’è niente da fare. LA MELONI NON RIESCE PROPRIO A FARE IL PREMIER. In lei prevale comunque la LOGICA DA LEADER DELL’OPPOSIZIONE, che usa ogni occasione per fare polemica politica. E se non è cambiata in tre anni e mezzo…
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


