Va dritto contro il muro, come un treno, incurante di tutto, anche delle puntuali critiche della Corte dei Conti. Cocciuto, ostinato, pervicace, anche contro l’evidenza. Il problema è che CONTRO IL MURO PORTA ANCHE I SICILIANI, SPRECANDO I NOSTRI SOLDI.
Con i dissalatori mobili, come con i termovalorizzatori.
Gli hanno, gli abbiamo, spiegato in tutti i modi che i dissalatori mobili sono DISECONOMICI. Che il loro contributo alla soluzione del problema siccità è MINIMO, a fronte di un costo di impianto e di esercizio elevatissimo. L’acqua desalinizzata COSTA FINO A QUATTRO VOLTE IN PIU’ DI QUELLA “TRADIZIONALE”. NON HA SENSO PRODURRE A COSI’ ALTO COSTO ACQUA, CHE POI, PER PIU’ DEL 50%, VIENE SPRECATA NELLA RETE.
Gli hanno, gli abbiamo, spiegato che ha molto più senso spendere le centinaia di milioni (DI SOLDI DEI SICILIANI) che sta impegnando in primis sulle reti, ma anche per la manutenzione degli invasi e delle dighe.
Niente, Renato il Cocciuto va avanti. E, non contento di aver già impegnato 100 milioni del FSC per la prima installazione dei tre dissalatori, ORA NE IMPEGNA ALTRI 42 PER AUMENTARNE LA PORTATA, che raddoppia a Gela e Trapani, aumenta di un quarto a Porto Empedocle.
Chissà se qualcuno gli ha detto che anche con questo raddoppio, E ANCHE AMMETTENDO CHE GLI IMPIANTI POTESSERO LAVORARE A PIENO REGIME, (24 ore al giorno, 365 giorni l’anno) i tre impianti arriverebbero in totale a produrre quasi 16 milioni di metri cubi di acqua l’anno, nemmeno il 2% del fabbisogno dell’isola.
150 MILIONI PER NEMMENO IL 2%. CONTINUANDO A DISSIPARE LA META’ DELL’ACQUA NELLA RETE. MA DICIAMO SUL SERIO???
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


