A Palermo gli studenti hanno piantato le tende in viale delle Scienze, fornendo un aggiornamento piuttosto imbarazzante al racconto trionfale della ministra Anna Maria Bernini sugli alloggi universitari. Il 2 settembre, nella comunicazione sui risultati del piano Housing, i 137 nuovi posti palermitani figuravano nel conto di quelli già realizzati e disponibili, accompagnati dalla soddisfazione ministeriale per una «risposta concreta al bisogno di alloggi per i fuori sede». Tre settimane dopo, la cronaca racconta lezioni cominciate, studenti ancora in attesa dell’assegnazione e un presidio davanti all’università. La concretezza celebrata dalla ministra deve avere tempi di consegna particolari, perché chi dovrebbe beneficiarne continua ad arrangiarsi mentre il governo ha già incassato il dividendo pubblicitario dell’operazione.
I dati aggiornati al 22 settembre permettono di dare nomi e dimensioni al successo palermitano. Nella mappa ministeriale risultano tre interventi con certificato di ultimazione dei lavori: Residenza Universitaria Palermo, 83 posti; Gran Cancelliere, 30; Domus Carmelitani, 24. Totale: 137. Nella distinta categoria «messa a disposizione posti letto» non compare alcun posto palermitano. Questo zero ha un significato preciso e va rispettato: riguarda lo stato registrato nella piattaforma, non certifica che ciascuno dei 137 letti sia materialmente inutilizzabile. Certifica però l’insufficienza della documentazione pubblica rispetto alla disinvoltura degli annunci, perché dalle schede non si ricavano, per ogni struttura, apertura effettiva, posti assegnabili, assegnazioni e occupazione. Una ministra che presenta quei numeri come risposta già disponibile dovrebbe pubblicare anche questi dati, senza lasciare agli studenti il compito di scoprire quanto del successo annunciato sia accessibile davvero.
Il Gran Cancelliere offre un esempio sufficientemente istruttivo. La pagina ufficiale dell’ERSU indica l’inaugurazione il 29 maggio 2026 e descrive ancora la struttura come «in fase di attivazione». Il gestore, Rizzuto Real Estate, si è impegnato a mettere a disposizione dell’ente dieci posti dal primo ottobre: due in camera singola e otto in camera doppia. Dunque, oltre quattro mesi fra l’inaugurazione e la decorrenza prevista della quota ERSU, mentre gli studenti devono organizzare trasferimento e frequenza delle lezioni. Dei trenta posti complessivi, quelli riservati all’ente sono dieci, già compresi nel totale. Gli altri venti non diventano automaticamente posti assegnabili attraverso le graduatorie pubbliche. La cerimonia ha potuto svolgersi a maggio con tutti i suoi requisiti; per dieci studenti assistiti dall’ERSU, la disponibilità è stata programmata per ottobre. È una gerarchia delle urgenze che descrive piuttosto bene questa amministrazione del consenso.
A completare il quadro ministeriale ci sono altri 177 posti palermitani nello stato di atto d’obbligo: 76 della Ciminiera, 48 di Domusmart, 33 di M.T. Turismo e 20 della Fondazione ITS Steve Jobs Academy. Sono impegni amministrativi, dai quali non si può ricavare una disponibilità abitativa attuale e neppure, senza ulteriori informazioni, l’avanzamento materiale di ciascun intervento. Sommando tutto si arriva a 314 posti censiti, dei quali oltre il 56 per cento resta nella categoria dell’atto d’obbligo. Presentare questo insieme richiede una distinzione elementare fra quanto è programmato, quanto ha concluso i lavori e quanto può accogliere uno studente. La propaganda governativa prospera proprio sulla possibilità di lasciare queste differenze sullo sfondo, facendo arrivare al pubblico un risultato più semplice, più rassicurante e assai meno verificabile.
Perfino i 137 posti richiedono una nota che dovrebbe disturbare chiunque pretenda di amministrare seriamente denaro pubblico. La scheda denominata «Residenza Universitaria Palermo _56 posti letto» riporta nel campo numerico 83 posti. Il conteggio utilizza gli 83 indicati dal campo dedicato, segnalando la discordanza. Può trattarsi di una denominazione rimasta indietro rispetto a una modifica progettuale, ma la spiegazione deve darla chi gestisce il programma. Agli studenti vengono richiesti documenti, requisiti economici e crediti formativi con precisione millimetrica; sarebbe apprezzabile ritrovare una precisione almeno paragonabile nelle informazioni attraverso cui il ministero certifica i propri meriti.
Intanto il bando ERSU 2026/27 parte da 913 posti per la sede di Palermo. Il totale di 938 comprende anche 25 posti a Caltanissetta, che non possono essere trasferiti contabilmente nel capoluogo per abbellirne l’offerta. L’aggiornamento del 7 settembre annuncia ulteriori disponibilità dal primo ottobre attraverso nuove convenzioni, senza indicare nello stesso documento un totale aggiornato. La cronaca della protesta riferisce invece circa 950 posti gestiti direttamente dall’ente e un fabbisogno stimato di 1.600: nell’ordine di grandezza riportato dal giornale, una carenza di circa 650 letti. Sono rilevazioni con basi differenti, da non confondere, ma entrambe descrivono un’offerta sulla quale ogni celebrazione dovrebbe esercitare una certa prudenza. Lo stesso articolo riferisce che l’elenco dei beneficiari, inizialmente atteso il 18 settembre, viene promesso entro il 25, quando le lezioni sono già cominciate.
Le spiegazioni dell’ERSU rendono ancora meno credibile l’autocompiacimento politico. Secondo quanto riferito dal giornale, l’ente deve affrontare circa ventimila domande di borsa di studio e seimila richieste di rettifica arrivate a settembre, con un organico sceso negli anni da circa 120 a 40 dipendenti. Quelle ventimila domande riguardano le borse, naturalmente, e sarebbe scorretto trasformarle in altrettante richieste di alloggio. Resta la fotografia di un servizio sottoposto a un carico enorme, dal quale dipendono decisioni essenziali per la vita degli studenti. Chi governa e celebra il diritto allo studio dovrebbe occuparsi anche della capacità amministrativa necessaria a renderlo esercitabile, assumendosi la responsabilità politica dei tempi e dei risultati.
Per la stessa ragione va riconosciuto ciò che esiste: Palermo dispone già dei 96 posti del SS. Salvatore e dei 48 di San Nicolò all’Albergheria, documentati nel 2023 attraverso precedenti interventi PNRR e tuttora presenti nell’elenco ERSU. Sono 144 posti che impediscono di sostenere, genericamente, che il PNRR non abbia prodotto alcun alloggio operativo in città; non autorizzano però a sommarli nuovamente alla dotazione del bando o a presentarli come una novità di settembre. Alla Bernini chiediamo un rendiconto per edificio con disponibilità effettive, tariffe, quote ERSU e studenti accolti. Fino ad allora, il trionfalismo resta una presa in giro per chi aspetta un’assegnazione dopo l’inizio delle lezioni, e le tende di Palermo restano il riscontro pubblico più scomodo di un successo che il ministero ha avuto molta più fretta di raccontare che di documentare.

ANTONIO CRAXI'
Già Professore ordinario di Gastroenterologia dell'Università di Palermo e Direttore dell'UOC di Gastroenterologia dell'AOUP Paolo Giaccone. Responsabile Sanità di Italia Viva Sicilia.


