Mucche al pascolo tra i resti della città antica, sistema d’allarme e di videosorveglianza disattivato, estintori scaduti, idranti antincendio senza una goccia d’acqua, condizionatori spenti, pochi dipendenti, visitatori presenti solo nelle prime domeniche del mese perché il biglietto è gratuito…
Benvenuti a Imera, un tempo fiorente colonia greca della Sicilia, oggi solo il “fantasma” del parco archeologico che avrebbe dovuto essere, ma che invece ancora non è, versando in uno stato di sconfortante degrado e incuria.
Il tutto nel silenzio assordante del Governo regionale che finora, ma solo dopo le denunce di un deputato regionale e dell’associazione Himera’s friends, si è limitato solamente a revocare la concessione di pascolo in area archeologica rilasciata alla nipote di Nino Baratta, secondo il Tribunale di Palermo uomo in affari con Cosa nostra.
È inammissibile che accadano fatti del genere, nel disinteresse generale.
Un parco archeologico che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del sistema museale siciliano perché ricco di preziosi ed interessanti reperti, primo fra tutti la celeberrima phiale d’oro, restituita alla Sicilia all’esito di un processo contro il traffico internazionale illegale di reperti archeologici, è lasciato invece al degrado più assoluto, agli appetiti di possibili ladri, che possono entrare indisturbati nel museo privo di sistemi di allarme funzionanti.
È questa l’importanza che il Governo regionale dà al patrimonio archeologico e storico siciliano?
Chiediamo allora a Schifani di intervenire immediatamente per rimuovere dal suo posto il direttore del parco Domenico Targia, verificare lo stato di conservazione dei reperti custoditi, pulire l’area da sterpaglie e rifiuti, ripristinare i sistemi di sicurezza e allarme non funzionanti, insomma risolvere radicalmente tutte le carenze del sito.
Imera non può vivere solo del ricordo di ciò che fu, ma deve essere un ingranaggio fondamentale dell’impianto turistico siciliano, fulcro del sistema economico dell’isola.

Ciro Cardinale
Presidente Italia Viva Termini Imerese. Laureato in giurisprudenza, dottore di ricerca e master in diritto, lavora come direttore presso un ufficio giudiziario. Giornalista pubblicista è impegnato da anni nel volontariato e nell'associazionismo.
L’assessorato spende in Iniziative direttamente promosse (IDP) un tesoretto di fondi che potrebbero servire alla manutenzione e alla tutela dei siti, invece che a spettacoli ed eventi estivi. E addirittura si compiace di utilizzare giovani laureati e specializzati come “volontari”, che lavorano gratis nei vari siti archeologici, invece che occuparsi seriamente del necessario ricambio generazionale e dei concorsi.,.
Secondo me è opportuno che i sindaci e quel che resta della politica del territorio delle alte e basse Madonie vengano informate e coinvolte rispetto a quello che si sta consumando nel sito archeologico di Himera.