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RIGENERAZIONE URBANA: PERDIAMO I FONDI, MA DIFENDIAMO LE MANCE

Mentre la Sicilia perde 44 milioni di euro del PNRR destinati alla rigenerazione urbana, il dibattito politico continua a concentrarsi sulle cosiddette “mance” elettorali. È un’immagine emblematica delle priorità distorte che da troppo tempo frenano lo sviluppo dell’Isola.

Da un lato, risorse preziose vengono restituite allo Stato per ritardi, incapacità progettuale e inefficienze amministrative. Dall’altro, si continua a discutere di provvedimenti frammentati, pensati più per consolidare consenso che per trasformare realmente il territorio.

I 44 milioni perduti non sono un semplice dato contabile. Sono quartieri che resteranno degradati, opere che non saranno realizzate, posti di lavoro che non nasceranno, qualità della vita che non migliorerà. È un’occasione sottratta ai cittadini e alle future generazioni.

La vera sfida non è distribuire piccoli favori, ma dimostrare di saper governare. La politica dovrebbe essere giudicata dalla capacità di programmare, progettare e spendere efficacemente le risorse disponibili, non dall’abilità di distribuire contributi che spesso rispondono più a logiche di consenso che a una strategia di sviluppo.

La Sicilia ha bisogno di una classe dirigente capace di attrarre investimenti, rispettare i tempi, utilizzare fino all’ultimo euro delle risorse europee e nazionali. Continuare a privilegiare il sistema delle mance mentre si perdono investimenti strategici significa condannare l’Isola a rincorrere il presente invece di costruire il futuro.

Le mance finiscono. Le infrastrutture, la riqualificazione urbana e gli investimenti produttivi restano. È da questa differenza che si misura la qualità della politica e la credibilità di una classe dirigente.

PIETRO MASSIMO BUSETTA
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Ordinario di Statistica economica, nel Cda della Svimez dal 2015, presidente di IS.ES.ST. (Istituto Esperti Studi Territoriali), presidente della Fondazione Curella dal 1985 al 2018 e di diverse banche, è stato editorialista del «Sole 24 ore», «Affari e Finanza» «la Repubblica», «Giornale di Sicilia» e di «la Sicilia», oggi «Quotidiano del Sud». Ha pubblicato oltre 100 paper e 20 volumi.

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