Le rivelazioni pubblicate da “Repubblica”, se confermate, sono di una gravità inaudita. Un senatore della Repubblica, tale Francesco Silvetro di Forza Italia, è accusato di violenza sessuale ai danni di una donna, imprenditrice nel settore dei vini, sua ospite, dentro gli uffici del Senato. Vale, certamente, la presunzione di innocenza e sarà la magistratura ad accertare i fatti, anche perché la donna ha già sporto querela.
Ma se quel racconto trovasse riscontro (non credo che sia tutta una montatura una donna non attraverserebbe mai un processo mediatico come quello che si apre di fronte a una accusa di stupro), ci troveremmo di fronte a un fatto inaccettabile, davanti al quale il Senato come istituzione non può rimanere silente.
In questo contesto, le parole di un senatore della Repubblica sono inaccettabili: “…Io un bel ragazzo, lei signora normale…” rappresentano la peggiore e deteriore cultura sui rapporti uomo donna.
Questa è l’elegantissima linea di difesa assunta dal parlamentare forzista, che ha postulato l’impossibilità del crimine di cui è stato accusato, dicendo che lui è un bel “figo”, mentre la signora, non è un “gran figone” ma una donna “normale”: ergo, indesiderabile per uno sciupafemmine della sua portata.
Ricondurre la credibilità della denuncia di stupro all’aspetto fisico di chi la presenta, dice già molto della mentalità che siamo chiamati a contrastare.
L’abuso sessuale, è un fenomeno normalizzato, contornato da omertà e stigma, e nella nostra società, ancora oggi, spesso si tende a giustificarlo, ricorrendo ai miti e alle credenze riguardo allo stupro, al victim blaming(colpevolizzazione della vittima), alla spersonalizzazione e alla deumanizzazione di essa. Tant’è che, nel nostro Paese, il reato di stupro è diventato reato contro la persona solo con la Legge 66 del 15 febbraio del 1996. Prima di allora veniva considerato un reato contro la moralità pubblica e il buon costume. Questa riforma ha rappresentato un grande passo avanti, ciò nonostante, ancora oggi quando si parla di violenza, fisica o sessuale, si tende a guardare altrove, spostare i riflettori su altro, per non vedere che c’è un problema grave che richiede attenzione, interventi radicali che possano portare ad una soluzione e ad una giustizia che tutte le vittime si meritano.
Il contrasto alla violenza sulle donne è un impegno quotidiano, che esige coerenza e fermezza, tanto più quando riguarda chi ricopre una carica pubblica e rappresenta i cittadini. Combattere la violenza sulle donne esige fermezza. Nessuna zona grigia può mai essere tollerata.
Alla donna “normale” va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.
Commercialista e Revisore legale. Per oltre 30 anni impegnata nell’associazionismo d’impresa e, dal delitto di Libero Grassi, nell’associazionismo antiracket e antiusura. Vicepresidente Comitato Pari Opportunità ODCEC di Palermo. Componente di Giunta della Camera di Commercio di Palermo-Enna per due mandati e componente del Consiglio Camerale per quattro mandati fino al 2023. Responsabile Pari Opportunità di Italia Viva Sicilia



