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LA TORNATA ELETTORALE CON IL PIU’ ALTO DIVARIO DI GENERE…

La scarsa presenza di donne candidate alla conquista dei municipi italiani è una assenza che deve pesare molto più delle percentuali a partiti e coalizioni. Nei 18 capoluoghi di provincia al voto solo 9 candidate sindache contro 77 uomini e solo una di loro è stata rieletta, Giovanna Bruno ad Andria candidata per il centro sinistra.

Tra i risultati definitivi e al di là degli schieramenti politici, quello che emerge è un quadro ancora interamente declinato al maschile. Uno scenario che si riflette nei circa 700 comuni più piccoli interessati al voto, dove la presenza femminile resta ancora marginale, sia tra le candidate sia tra le elette. In oltre la metà dei piccoli comuni non sono state rispettate le quote di genere, fatto gravissimo!

Secondo i dati dell’ANCI contenuti nel Report “Donne in Comune”, nel 2026 prima di quest’ultima tornata elettorale le sindache in Italia erano 1.187, pari al 15,4% per totale. Nei capoluoghi di regione e ancora più limitata, infatti solo 4 su 20 sono guidate da donne, tra le ultime elette Silvia Salis in Liguria.

La tornata elettorale ultima ha toccato il livello più basso degli ultimi anni, le candidate sono state circa l’11%, che sembra interrompere una tendenza in crescita. Infatti le donne erano il 18% nel 2021, il 21% nel 2022, il 14% nel 2023 (unico momento di flessione), il 23% nel 2024 e addirittura il 28% nel 2025. 

La scarsa rappresentanza femminile non è dovuta a una mancanza di interesse naturale, ma deriva da un insieme sistemico di barriere culturali, sociali ed economiche, e sebbene le donne abbiano fatto enormi passi avanti, la loro presenza nei ruoli decisionali e istituzionali rimane ostacolata da un sistema che continua a premiare disponibilità, percorsi e reti costruiti su modelli di leadership storicamente maschili.

Ed è proprio questo impianto che non riusciamo a scardinare! Care amiche che mi leggete, consoliamoci un po’ con i dati siciliani.

Dai risultati di queste Amministrative 2026  in 71 comuni siciliani emerge una crescita della presenza femminile alla guida delle amministrazioni locali. In questo momento le donne sindache elette sono 10, un dato politico e culturale significativo, in una terra dove la”politica è dei maschi”, costruita su un sistema di potere clientelare e patriarcale, storicamente dominato da figure maschili forti e leader di lungo corso. 

Un risultato che si spera possa significare un cambio di passo in una regione dove, da sempre, la figura del sindaco è maschile.
Questa volta le elettrici e gli elettori sembrano aver voluto premiare alcune candidature femminili considerate autorevoli, radicate nel territorio e capaci di interpretare bisogni concreti delle comunità. A spiccare, in particolare, sono state due vittorie considerate altamente simboliche per peso politico e dimensione dei Comuni, quella di Andreana Patti a Marsala e quella di Rossella Covello a Carini, ed a queste si aggiunge la rielezione della prima donna sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova, al suo secondo mandato.

 A tutte le donne impegnate nelle istituzioni, alle elette e alle rielette un grande “in bocca al lupo”, farete sicuramente la differenza!

ROSA MONTALTO
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Commercialista e Revisore legale. Per oltre 30 anni impegnata nell’associazionismo d’impresa e, dal delitto di Libero Grassi, nell’associazionismo antiracket e antiusura. Vicepresidente Comitato Pari Opportunità ODCEC di Palermo. Componente di Giunta della Camera di Commercio di Palermo-Enna per due mandati e componente del Consiglio Camerale per quattro mandati fino al 2023. Responsabile Pari Opportunità di Italia Viva Sicilia

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