Dopo 116 anni – sì, centosedici – la società Italo Belga può benissimo smettere di gestire il litorale di Mondello. Confesso che sopravviveremo. Il loro ricordo resterà inciso nella memoria collettiva dopo oltre un secolo di “occupazione” della spiaggia, ma non credo scatterà il lutto cittadino.
E questo a prescindere dalla vicenda giudiziaria in corso, che farà il suo percorso. Qui il punto è politico prima ancora che giudiziario: è inconcepibile che un bene demaniale pubblico resti per più di un secolo nelle mani dello stesso concessionario, per di più con canoni irrisori. Così siamo tutti fenomeni dell’imprenditoria: rendite garantite, concorrenza zero, rischio nullo.
Il mare è dei cittadini, non di chi lo gestisce in proroga permanente. È arrivato il momento di fare ciò che in qualunque Paese normale sarebbe la regola: bandi pubblici, trasparenza, concorrenza vera.
Mondello è una delle spiagge più belle del mondo. Merita servizi all’altezza e prezzi accessibili, non rendite di posizione. Adesso si apra subito una nuova stagione: più qualità, più equità, più rispetto per il bene pubblico.
Presidente Fondazione Italiana Autismo (FIA). Presidente del gruppo Italia Viva - Il Centro - Renew Europe alla Camera dei Deputati.



