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PIETRO BARTOLO: SCELGO CASA RIFORMISTA PERCHE’ CREDO NEL PROGETTO.

Ho fatto la scelta di entrare in Casa Riformista perché credo in questo soggetto politico”. Lo ha detto Pietro Bartolo, nel corso della conferenza stampa organizzata oggi a Palermo.

“Di questo soggetto politico condivido i valori, come il rispetto dei diritti umani e lo slancio europeo, e le idee. A convincermi è stato l’obiettivo di mettere insieme le diverse anime del centrosinistra per contribuire a mandare a casa questa destra, che è pericolosa: vuole stravolgere la Costituzione e si oppone al progetto di integrazione europea. L’Europa va in parte cambiata, è vero, ma il suo progetto, che ci ha dato 80 anni di pace e libertà, va difeso con le unghie. Non dobbiamo permettere che le destre lo distruggano. Insieme bisogna dare alla gente, ai cittadini quelle risposte ai problemi che la stessa destra è incapace di dare. Casa Riformista mi ha dato fiducia. Insieme alle altre componenti di Casa Riformista, con vari soggetti politici, lavoreremo per scuotere il centrosinistra e creare quella sintesi che oggi manca”.

Pietro Bartolo – ha aggiunto Davide Faraone, vicepresidente nazionale di Iv – è l’emblema della crescita di Casa Riformista, soggetto politico riformista, di centrosinistra in una politica che rischia di premiare gli estremi. Come ha fatto notare anche Romano Prodi, al centrosinistra, al momento troppo spostato a sinistra, serve una gamba riformista. Stiamo mettendo su un cantiere che aggreghi donne, uomini, personalità del centrosinistra ma anche soggetti politici che intendono costruire con noi un percorso. Vogliamo dar loro una nuova centralità. Servono i riformisti e nelle prossime settimane lavoreremo per rendere la loro casa sempre più grande”.

“Quanto alla Sicilia – continua il vicepresidente di Iv – lavoreremo per mandare a casa Schifani: la sua gestione è il prodotto dell’incapacità unita alla sudditanza nei confronti di Giorgia Meloni. Per rimediare alla catastrofe provocata dal maltempo il governo gli fa un’elemosina e Schifani ringrazia pure. Non bastasse, tra lui e Musumeci sono riusciti a non prevedere un solo progetto per Niscemi all’interno del Pnrr, nonostante il fatto che l’emergenza fosse ben nota. E’ la riprova che nessuno dei due ha le carte in regola per seguire la vicenda. E’ troppo delicata”.

L’unica vera preoccupazione di Schifani – ha detto Fabrizio Micari, componente del direttivo di Iv Sicilia – è la propria ricandidatura. E’ per questo che durante il disastro provocato dal ciclone si è adoperato più che altro per rassicurare Matteo Salvini sul fatto che i soldi per realizzare il Ponte sullo Stretto non sarebbero stati toccati. Musumeci, invece, prima lancia l’idea di una commissione d’inchiesta su Niscemi per capire quali fossero i problemi dal 1997 in poi ma poi si è accorto che uno era il suo stesso governo, che dal 2019 al 2022 non ha fatto nulla contro il dissesto idrogeologico. Per questo ha ridimensionato la commissione d’inchiesta in commissione di studio”.

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Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

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