Era partito baldanzoso e pieno di sé, come al solito, Renato Schifani. Vado al Consiglio dei Ministri, con il RANGO DI MINISTRO! La mia amica Giorgia mi accoglierà con tutti gli onori, e, insieme a Musumeci, mi darà tutti i fondi che chiedo per i danni provocati dal ciclone Harry!
Sappiamo come è andata: la Sicilia aveva dichiarato 1,5 miliardi di danni, la Sardegna 200 milioni, la Calabria 300. Il Governo ne ha stanziati 100, distribuiti salomonicamente tra le tre regioni. E Schifani è tornato in Sicilia con le pive nel sacco, per giunta ringraziando la Meloni per la “prontezza e la sensibilità”.
LA VERITÀ È CHE LA SICILIA DI SCHIFANI E GALVAGNO HA UNA CREDIBILITÀ ED UNA AUTOREVOLEZZA PARI A ZERO!!! ANCHE RISPETTO AD UN GOVERNO CHE DOVREBBE ESSERE AMICO…
Ed è inutile chiedersi il perché: con QUESTI DUE CAMPIONI, la Sicilia è la Regione in cui tutti i partiti della maggioranza di governo hanno almeno un rappresentante di altro livello sotto processo, agli arresti o indagato per reati contro la Pubblica Amministrazione.
Con Schifani e Galvagno, è la Regione in cui, sotto l’ipocrita formula di “interessi territoriali”, l’ARS distribuisce fondi ai deputati per coltivare le loro clientele e garantirsi il consenso. Ma anche per trarne utilità personali o degli amici.
Con Schifani e Galvagno è la Regione in cui non si è in grado di spendere i fondi europei che arrivano copiosi. Ed il presidente della Regione proclama orgoglioso di aver speso il 6% del FESR, il 4% del FSC, meno del 30% del PNRR a cinque mesi dalla scadenza.
Questa è la Sicilia di Schifani e Galvagno. CON QUESTA CREDIBILITÀ, COME SORPRENDERSI DEL TRATTAMENTO CHE L’AMICA GIORGIA HA RISERVATO ALLA SICILIA?
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


