Era andato a Roma per partecipare al Consiglio dei Ministri, con il rango di ministro, visto che si parlava di Sicilia e dei danni procurati dal ciclone Harry.
Prima di partire aveva fatto la sua solita propaganda, lanciato i suoi proclami: i dirigenti devono uscire dagli uffici e lavorare sul campo, velocità, velocità, velocità, nessuno sarà lasciato indietro.
Aveva anche urlato ai quattro venti che i danni in Sicilia ammontavano ad un miliardo, un miliardo e mezzo, certo di ottenere un impegno importante da parte del Governo.
NON HA OTTENUTO NULLA, SOLO 33 MILIONI, UNA CIFRA IRRISORIA, EGUALE A SARDEGNA E CALBRIA, REGIONI MOLTO PIÙ PICCOLE E MOLTO MENO COLPITE DAL CICLONE RISPETTO ALLA SICILIA. LO HANNO UMILIATO.
MA SCHIFANI HA OTTENUTO QUELLO CHE PIÙ GLI INTERESSAVA: ESSERE NOMINATO LUI COMMISSARIO E PORTARE A CASA LA SUB-COMMISSARIA DI FIDUCIA, SIMONA VICARI!
Siamo alle solite: autostrade, rifiuti, emergenza idrica, ora Harry: LA COPPIA E’ SEMPRE LA STESSA, SCHIFANI E VICARI. DUE AUTENTICI SCIENZIATI, ONNISCIENTI, COMPETENTI SU TUTTO. E SEMPRE CON COMPENSI ADEGUATI…
MA I RISULTATI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, I SICILIANI LI HANNO BEN CHIARI.
TUTTO QUESTO MERITA SOLO UN AGGETTIVO: RIDICOLO!
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


