Coesione, Sinergie e Istruzione Contro l’Abbandono
Il grido di allarme lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’assemblea nazionale dell’ANCI del 12 novembre c.a., ha definito i Comuni interni l'”anticorpo dell’abbandono” e il loro patrimonio come “irrinunciabile”. Purtroppo nei comuni Madoniti trova un’eco drammatico. Questo territorio rischia la “morte lenta” a causa di una visione politica miope, che ha tagliato i servizi essenziali, anteponendo i bilanci e i numeri degli abitanti, alla vita delle persone.
L’Agenda del Controesodo, che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato ed evidenziato nel suo intervento, è l’unica via d’uscita: l’esistenza dei servizi deve porsi prima dei numeri degli abitanti per garantire la coesione territoriale e fermare i costi sociali ed economici dell’abbandono.
1. L’imperativo della Coesione è il Rilancio della Sanità come Atto di Stato
La prima azione politica deve essere ristabilire la coesione territoriale, assicurando il diritto universale ai servizi in quanto condizione per l’abitabilità. Nelle Madonie, questo imperativo si traduce nel rilancio immediato della sanità pubblica, che non può più essere considerata un lusso o un costo variabile:
- Rilancio dell’Ospedale di Petralia Sottana: L’Ospedale non è solo un presidio medico, ma un simbolo della presenza dello Stato e un pilastro della coesione territoriale. Il suo rilancio, con il ripristino di reparti essenziali e l’adeguamento del personale, è un atto politico fondamentale per garantire l’accesso alle cure in un’area montana che non può permettersi tempi di percorrenza insostenibili per le emergenze. Il suo pieno funzionamento è la premessa per la permanenza degli abitanti.
- Welfare e Lavoro Sociale: Dotare i Comuni di risorse adeguate per ripristinare la rete di supporto sociale. Un efficiente corpo di assistenti sociali e servizi di supporto e prevenzione sul territorio sono essenziali per combattere anche la solitudine istituzionale e il disagio che affligge soprattutto gli anziani e i giovani.
- Viabilità Interna come Servizio Essenziale: La rete stradale interna non è solo un’infrastruttura, ma un vero e proprio servizio di cittadinanza non negoziabile. È indispensabile un piano straordinario di manutenzione, messa in sicurezza e potenziamento della viabilità interna e dei collegamenti minori. Senza strade efficienti e sicure, l’accesso a scuole, ospedali e opportunità di lavoro è negato, rendendo inutile qualsiasi altro investimento e vanificando la stessa possibilità di Controesodo.
2. Le Sinergie Moltiplicano l’Energia dei Resilienti e dei Presidi Civici
La seconda azione è trasformare la resistenza individuale in una strategia collettiva attraverso la Sinergia Istituzionale e Sociale, superando le “cordate di potere” e la burocrazia che mortificano le energie propositive e positive locali.
- Patto Istituzionale per l’Agilità: È indispensabile creare un Patto per la Coesione Madonita tra Regione Siciliana, ASP e Unioni di Comuni, finalizzato a superare la frammentazione e a snellire le procedure. Le decisioni e i fondi devono essere orientati al territorio, non al centro burocratico.
- Valorizzazione dell’Esistente: Le Istituzioni devono creare una sinergia virtuosa con i “pochi attori resilienti” (associazioni, volontariato, enti culturali etc.). Questi soggetti, che fungono da veri e propri presidi civici e sociali, devono essere protagonisti insieme alle istituzioni pubbliche nel progettare il futuro e, stabilmente finanziati per moltiplicare la loro capacità di creare comunità, anziché essere lasciati a operare come “gocce nel deserto”.
- Gestione Associata e Competenze: Incentivare modificare e rilanciare l’Unione dei Comuni per la gestione unitaria dei servizi strategici al fine di creare economie di scala e competenze specializzate, conferendo maggiore forza politica al territorio.
3. La Scuola e i Giovani, sono i Motori della Coesione per il Controesodo
Il futuro del territorio si costruisce trattenendo i giovani, che devono diventare i motori del Controesodo. La politica deve garantire che i luoghi della formazione non vengano meno.
- La Scuola come Ultimo Presidio di Comunità: La politica deve tutelare la presenza fisica della scuola in ogni Comune montano. La scuola è il principale polo di aggregazione culturale e sociale, l’unica istituzione che garantisce la presenza di nuove famiglie, a tale scopo va potenziata e innovata per essere un centro di eccellenza.
- Giovani Protagonisti: Investire nella creazione di opportunità di sviluppo locale (es. servizi digitali, valorizzazione del patrimonio). Creare spazi di partecipazione civica e politica che integrino i giovani nelle decisioni locali, le loro energie e competenze sono essenziali per il rilancio del territorio.
Questa strategia, fondata sulla responsabilità politica e sul binomio coesione-sinergia, è l’unica in grado di onorare la tenacia dei residenti e garantire che le Madonie non siano destinate alla “morte lenta”, ma tornino al centro di una visione di sviluppo sociale ed economico, responsabile e strategico.
Solo con atti concreti e rivedendo le strategie di sviluppo sin qua evanescenti e poco incisivi, si potrà garantire che le Madonie non siano più terra di esodo e di oblio, ma il laboratorio italiano del Controesodo e della Rinascita.”


