L’articolo recentissimo di Gian Antonio Stella sulle condizioni della Villa del Casale di Piazza Armerina ha suscitato le solite reazioni sdegnate di alcuni malintesi “patrioti” delle glorie archeologiche siciliane allergici ad ogni critica, quasi che esercitare il diritto di cronaca equivalesse a spiare dal buco della serratura.
Eppure esiste una documentazione fotografica “parlante”, ed esistono ancor di più alcuni fatti che è bene mettere in fila.
1. Sull’atteso finanziamento di 3.387.949,76 euro, relativo al restauro di mosaici e superfici decorate, è stato pubblicato l’11 novembre scorso il decreto dipartimentale (DRS n. 6130) di approvazione amministrativa del progetto e di prenotazione pluriennale dell’impegno, che a quest’ora dovrebbe già essere stato registrato dalla Ragioneria Centrale ( senza registrazione il decreto non produce effetti, ed eventuali atti assunti in assenza del visto contabile sarebbero nulli). Secondo il cronoprogramma approvato per il 2025 sono stati prenotati 300.506,17 euro. Si riuscirà entro la fine dell’anno ad espletare, o almeno avviare, la gara di appalto e/o ad impegnare alcune delle risorse disponibili? Ne dubitiamo, ma siamo qui e speriamo che i fatti ci smentiscano.
Sarebbe in effetti la volta buona.
La prima approvazione del progetto esecutivo data esattamente a tre anni fa (decreto dipartimentale n. 4995 del 15/11/2022) e una inenarrabile sequenza di modifiche del quadro economico e di riallocazione finanziaria da un programma all’altro dei fondi europei e ministeriali ha condotto l’amministrazione regionale ad essere realmente operativa solo in questi ultimi giorni.
Dati e date non mentono: quindi non è consentito barare, nulla di fatto si è mosso concretamente sino ad oggi per i famosi restauri e nessuna operazione potrà essere avviata – non essendo stata ancora nemmeno bandita la gara d’appalto- in questo scorcio di 2025.
2. Per quanto riguarda il finanziamento di 6.430.928,54 euro deliberato quest’anno dalla Giunta di Governo (deliberazione n. 6 del 23 gennaio 2025) per interventi strutturali e nuove coperture, necessari per completare il restauro della Villa, dopo l’emissione del decreto dipartimentale di approvazione amministrativa e prenotazione pluriennale dell’intervento (DRS n. 4949 dell’1 ottobre 2025), la stazione appaltante (Parco della Valle dei Templi di Agrigento) ha affidato il 13 novembre scorso l’incarico per la redazione del progetto esecutivo. E siamo a questo.
È lecito ipotizzare che tali lavori potranno vedere la luce solo nei prossimi anni e che dunque ogni affermazione contraria è puramente velleitaria? È del resto la stessa previsione del RUP e dell’Assessorato, che ha stanziato per l’esercizio finanziario 2025 solo i fondi (100.000 euro) necessari ad affidare l’incarico di progettazione, e per gli anni successivi, fino al 2028, le somme di volta in volta relative all’espletamento dei lavori ( 652.008,16 euro nel 2026; 3.865.672,75 ovvero la maggior parte della spesa nel 2027; 1.813.247,63 nel 2028).
Questi i fatti. Cui è da aggiungere solo un ultimo dettaglio. La progettazione esecutiva per l’importante intervento , che dovrebbe essere quello conclusivo per il complesso della Villa del Casale, è stato affidato all’architetto Giuseppe Alessandro Carlino, un professionista che in più occasioni ha lavorato negli anni passati nel Parco della Valle dei Templi di Agrigento e che è in particolare l’autore della (più che discussa) recente ricostruzione del telamone del tempio di Zeus di Agrigento.
Commenti? Nemmeno sotto tortura!
Caterina Greco, archeologa.
Ha diretto il Museo Salinas di Palermo, il Parco di Selinunte, il Centro Regionale del Catalogo, la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Agrigento. Ha operato anche nello Stato come Soprintendente Archeologo della Calabria e della Basilicata.



