Ad Agrigento i malati oncologici sono costretti a curarsi con un solo acceleratore lineare, un macchinario in funzione dal 2016 e rattoppato con un aggiornamento nel 2024. Nonostante i doppi turni, le liste di attesa restano interminabili e i guasti frequenti bloccano le terapie, con conseguenze pesanti per chi lotta ogni giorno contro il cancro.
Una provincia intera dipende da un solo apparecchio: è una vergogna. Non è accettabile che i pazienti oncologici di Agrigento vengano trattati come malati di serie B.
E mentre i cittadini soffrono, il Presidente Schifani si vanta dei milioni spesi per spettacoli, eventi e kermesse. Ai malati, invece, niente: attrezzature vecchie, reparti lasciati al collasso, promesse mai mantenute. Eppure i soldi ci sono: risorse del PNRR e del Fondo di Sviluppo e Coesione giacciono ancora inutilizzate o vengono dirottate altrove, invece di essere destinate a potenziare i reparti oncologici e acquistare macchinari indispensabili.
Il personale medico e paramedico del reparto di radioterapia, che meriterebbe strumenti moderni e sicuri, lavora con eroismo in condizioni inaccettabili. Ma l’eroismo non basta: servono scelte politiche chiare.
Chiediamo al manager dell’Asp di Agrigento, dott. Capodieci, e al dirigente della pianificazione strategica dell’Assessorato regionale alla Sanità , di smettere di voltarsi dall’altra parte e di farsi davvero portavoce dei pazienti, avanzando immediatamente la richiesta di un nuovo acceleratore lineare.
Basta giochi di prestigio e passerelle: la salute dei cittadini non può aspettare.


