Nel grande Circo Barnum del governo e sottogoverno siciliano, dove ogni cosa diventa possibile, domani sarà il turno di un grande rientro: il votatissimo leader della Lega, LUCA SAMMARTINO, torna a ricoprire la poltrona di Assessore all’Agricoltura.
Non sappiamo se oggi passerà dal raduno nazionale di Pontida, con Salvini e Vannacci, nè se parteciperà alle celebrazioni nel nome di Kirk. La sua è una Lega un pò originale, una Lega autobus, su cui salire (e magari domani scendere) a seconda della convenienza elettorale, come del resto lo è per tutti i leghisti siciliani… Anche perché un leghista siciliano è un ossimoro a ben pensarci, almeno ricordando lo spirito originario della Lega…
Certamente domani Sammartino tornerà al governo regionale, non sappiamo se, anche, come vicepresidente. Nel frattempo gli ha tenuto caldo il posto il fidato Barbagallo, distinguendosi esclusivamente per le manifestazioni di giubilo per gli invasi pieni grazie alle piogge (ma solo nella Sicilia Orientale).
Sammartino torna perché è scaduta la sospensione cautelare ai pubblici uffici e rappresenta un’altra casella utile a Schifani per rafforzarsi in vista della ricandidatura.
Ma soprattutto afferma il suo concetto di LOTTIZZAZIONE DEL POTERE: quella POLTRONA E’ MIA, se non posso sedermici per un periodo, ci si siederà un mio fedelissimo. Gestirò l’agricoltura per interposta persona. Quando potrò tornare, soprattutto se ci sono provvedimenti in bilico sui quali fare pesare la mia autorevolezza, torno a riprendermela.
Arroganza allo stato puro. Tracotanza. Questa è la destra al governo. Ed intanto, se è scaduta la sospensione cautelare, è ancora in corso, a carico di Sammartino, il processo per corruzione. Il garantismo è un patrimonio condiviso, ma nessuno si pone un problema di OPPORTUNITA’? A destra certamente no.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


