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RETE OSPEDALIERA: NUOVA BOZZA, PERMANE L’OPPRIMENTE INGERENZA DEI PARTITI

Avevamo formulato pesanti critiche, generali e di dettaglio, sulla precedente bozza della Rete Ospedaliera siciliana. Rispetto alla bozza, la nuova proposta approvata in Giunta di Governo migliora su alcune posizioni di principio (tutte da verificare poi nella attuazione concreta), ma rimane fortemente deficitaria negli aspetti concretiRimane inoltre evidente ed intollerabile l’impronta della politica regionale sulle scelte nella suddivisione dei posti letto.

Se, infatti, sulla dotazione provinciale di posti letto, viene introdotto uno standard minimo regionale (3,1pl per 1000 abitanti) prossimo alla media nazionale (3,2) ed è previsto un piano di riequilibrio con riduzione a Palermo ed incrementi ad Enna e Ragusa, rimane la criticità di moltissimi posti letto “da attivare” privi di cronoprogramma vincolante. Le solite promesse senza riscontro.

Se, sul fronte delle unità specialistiche territoriali, sono istituiti dei minimi garantiti a livello provinciale (1 Unità di Oncologia ed 1 Cardiologia) ed è previsto l’obbligo di dotazioni tecnologicamente avanzate, non è dimostrata la copertura con risorse realmente disponibili.

Permangono, intatte ed intoccabili, le criticità già rilevate in merito alla preponderanza di LOGICHE POLITICHE ESTERNE ALLA PROGRAMMAZIONE. Il caso emblematico dell’incremento anomalo del presidio di Paternò (da 28 a 63 pl, +6 reparti) a discapito dei presidi di Bronte, Caltagirone, Biancavilla, ad esempio, non è rettificato. 

 Numerose sono le incongruenze e opacità nei dataset (posti letto “spostati” o “congelati”), che possono fungere da copertura per scelte discrezionali.

Infine, continua a essere del tutto latitante l’integrazione rete ospedaliera – territorio, nonostante gli ingenti finanziamenti PNRR allocati (638 mln infrastrutture; 471 mln digitalizzazione). Permane il vuoto progettuale su integrazione fondamentale Ospedale-Territorio.

Senza correttivi sostanziali su questi fronti e senza un cronoprogramma vincolante, il piano rimane incompleto e di dubbia efficacia operativa.

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Già professore ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Palermo e Direttore dell’UOC di Gastroenterologia del’AOUP “P. Giaccone”

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